In frigorifero avevo dei fagioli cannellini già cotti, avanzati dalla cottura in pentola di terracotta che ho fatto qualche giorno fa, pochi per essere un piatto completo, ma della quantità giusta per essere trasformati in una crema di accompagnamento per del riso basmati integrale e verdure salate in padella, in unione con della senape, ottima per controllare i valori della glicemia. Un pranzo veloce, funzionale e senza la rinuncia del gusto.

Valori nutrizionali a porzione

Kcal:

52

Carboidrati:

5,7 g

Grassi:

2,4 g

Proteine:

2 g

Ingredienti per 4 porzioni

  • 100 g di fagioli cannellini bianchi cotti
  • un rametto di prezzemolo fresco
  • 2 cucchiaini di senape gialla
  • una spolverata di pepe
  • 1 cucchiaino di erba cipollina essiccata
  • una spolverata di origano essiccato
  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
  • succo di mezzo limone
  • un pizzico di sale.

Procedura

Frullare con un minipimer o un robot da cucina, i fagioli cannellini cotti con la senape e il succo di limone, sino ad ottenere un composto cremoso, quindi aggiungere le erbe aromatiche, il sale e il pepe. Accompagnare a piacere.

Il Consiglio di Valentina

Questa salsa è ideale per accompagnare del riso o altre insalate fredde di cereali, ma anche piatti caldi come carne alla piastra, uova sode, verdure grigliate o crostini di pane.

La senape è una salsa che si ottiene dai semi di senape (bianchi o bruni o neri), provenienti da una pianta appartenente alla famiglia delle Crucifere, pertanto i semi di senape contengono gli stessi composti di cavoli e broccoli, nella fattispecie dei glucosinolati. Di per se i semi non hanno sapore, ma una volta che vengono posti in acqua fredda, l’enzima mirosinasi entra in azione producendo il sapore caratteristico di senape e mostarda, che differisce dalla tipologia dei semi e dalla tecnica di preparazione. Occorrono almeno 10 minuti per raggiungere l’intensità massima di sapore e l’aggiunta di un ingrediente acido, come l’aceto, è ciò che disattiverà l’enzima e bloccherà così il sapore ottenuto. E’ l’isotiocinato di allile, prodotto secondario dei glucosinati, il responsabile della piccantezza e delle proprietà terapeutiche della senape, riscontrate anche in due suoi parenti stretti: il wasabi e il rafano.
Le proprietà della senape si riscontrano sia nell’olio che nei semi stessi; vari studi scientifici hanno indagato sia in vivo che in vitro, attività antiproliferativa di cellule tumorali, ma anche capacità di ridurre i valori di glicemia dopo un pasto a base di carboidrati. Uno studio ad esempio ha dimostrato che integrando la dieta con semi di senape gialla, si riducono le risposte glicemiche postprandiali in giovani uomini sani (nello studio in question aggiungendo 5 g di senape gialla in una zuppa di patate), suggerendo così un possibile uso della senape nella gestione delle insulinoresistenze e nello stato di prediabete.

Fonte